Latina, 7 agosto 2008






ACCENTRATE NELLE PROCURE ANTIMAFIA
LE INDAGINI SUI PATRIMONI MAFIOSI




L’art. 10 del D.L. 23 maggio 2008, n. 92 (in materia di sicurezza pubblica), convertito nella legge n. 125 del 2008, ha disciplinato ex novo le competenze in materia di proposte per l’applicazione delle misure di prevenzione personali e patrimoniali nei confronti degli indiziati di appartenere ad associazioni mafiose o di tipo mafioso e, di conseguenza, la competenza a disporre le relative indagini patrimoniali.





A decorrere dal 27 maggio 2008 (data di entrata in vigore del D.L.), pertanto, competenti a procedere ad indagini su capitali, patrimoni e investimenti di sospetta natura mafiosa non sono più tutte le procure, ma:




         - le Procure Distrettuali (procure presso i Tribunali dei capoluoghi di distretto: D.D.A.)



         - la Direzione Investigativa Antimafia (DIA)



         - il Questore (la cui competenza, già prevista dalla legge 1965, n. 575, è stata confermata).



La proposta al Tribunale per l’applicazione delle misure di prevenzione personali (sorveglianza speciale, obbligo di soggiorno) e patrimoniali (confisca dei beni, preceduta o meno dal sequestro) può essere avanzata, oltre che dagli Organi suindicati - competenti a procedere alle “indagini patrimoniali” - anche dal Procuratore Nazionale Antimafia.





Nel procedimento avanti al Tribunale il PM sarà rappresentato da un magistrato della procura distrettuale (DDA).



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Resta ferma la competenza di tutte le procure per i patrimoni di sospetta provenienza delittuosa, ma non mafiosa, nonché per i casi di sequestro e confisca di beni previsti dal cpp e da varie leggi speciali.



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I dati relativi all’attività di contrasto ai patrimoni illeciti svolta dalla procura di Latina nel periodo 2004-2007 sono presenti nella pagina delle statistiche.